ISLANDA TRAVEL DIARY| 14 GIORNI DI PURA MERAVIGLIA

Am I dreaming? No, I’m living in my dream…
Islanda, terra di fuoco e ghiaccio. Un sogno che si realizza.
4.500 km macinati e una media di 5 ore di sonno a notte, in 14 giorni di pura bellezza.
Una terra estrema, dove il meteo cambia ogni 5 minuti e, quando vuole, sa essere talmente cattivo da scombussolare tutti i tuoi piani.
Una terra dove puoi macinare chilometri su chilometri in mezzo al nulla senza incrociare nessuno per ore. Solo tu e la bellezza della natura selvaggia che ti circonda e regna sovrana.
La meraviglia dei puffins che si scaldano al sole di mezzanotte, megattere nel freddo Mare del Nord, volpi artiche curiose e foche dispettose che giocano a nascondino.
Cascate imponenti, canyon profondi e fari dai colori brillanti su scogliere a picco sul mare.
Spiagge nere, terre aride e sconfinate create da passate eruzioni vulcaniche.
Montagne colorate nel cuore inospitale dell’isola.
Geysir e aree geotermiche fumanti che sembrano di tutt’altro pianeta.
E i ghiacciai, così maestosi e imponenti da togliere il fiato.
Tutto questo (e molto altro in realtà) è l’Islanda, e cercheremo di raccontarvelo in questo nostro diario di viaggio.

Premessa: come anticipato nel nostro articolo su come organizzare al meglio un viaggio in Islanda fai da te (link qui), il nostro è stato un bel tour de force…ritmi serrati e programma bello fitto. E con la scusa delle ore di luce infinite, ci siamo ritrovati ad avere spesso orari sballati, con cene all’1 di notte e a volte anche solo 3 ore di sonno a notte. In più, se alcune scelte di anticipare o posticipare determinate tappe che in linea d’aria sarebbe stato meglio gestire diversamente, vi sembreranno assurde, considerate che ci siamo mossi soprattutto in base alle condizioni climatiche che hanno condizionato non poco le nostre scelte!
Questo vuole quindi essere solo un diario di viaggio da cui prendere spunto, per capire cosa vedere e cosa no, non di certo la guida perfetta per la vostra vacanza.
Il nostro on the road è durato 14 giorni. Abbiamo percorso tutta la Ring Road in senso antiorario con qualche deviazione negli altopiani centrali e un assaggio della costa sud dei fiordi occidentali per un totale di quasi 4.500 km!
Pronti a partire insieme a noi?

GIORNO 1: MILANO – REYKJAVIK

Un cielo coperto e qualche goccia di pioggia, ci danno il benvenuto in Islanda. Ad attenderci in aeroporto c’è la ragazza della compagnia Lotus Rental Car con cui abbiamo noleggiato l’auto che ci accompagnerà in giro per l’isola nei prossimi giorni (ve ne parlo meglio qui). Tempo di sbrigare le pratiche, fare un po’ di spesa fuori Keflavík e siamo già carichi per questa avventura!
La prima mezza giornata in terra islandese la dedichiamo alla scoperta della capitale Reykjavík, città ricca di street art e sculture.
Tra le principali attrazioni del centro storico c’è sicuramente Hallgrímskirkja, la chiesa più grande d’Islanda, che deve il suo nome al pastore e poeta Hallgrímur Petursson. L’architettura è stata ispirata dalle colonne di basalto della cascata di Svartifoss, situata nella costa sud dell’Islanda. Davanti all’entrata della chiesa vi è una statua di Leif Erikson, un navigante che, secondo le saghe vichinghe, scoprì il Nord America più o meno 500 anni prima di Cristoforo Colombo!

Altra tappa in città è la Sun Voyager, “la nave del sole”, scultura di Jón Gunnar Árnason che fu commissionata nel 1986 per celebrare il 200º anniversario della città.
La scultura punta verso la baia Faxaflói con alle spalle la montagna Esja.
L’attrazione più fotografata della capitale è però Laugavegur, una delle vie principali di Reykjavík, caratterizzata da tanta street art, sugli edifici e perfino sul fondo stradale. Non perdete una laterale di questa via: la Rainbow street art, l’iconica e coloratissima via arcobaleno con la chiesa Hallgrím sullo sfondo!

Pernottamento: DOWNTOWN REYKJAVÍK APARTMENTS
Camere con bagno e cucina indipendente a pochi passi dal centro storico della capitale.

GIORNO 2: REYKJAVIK – LANDMANNALAUGAR – HELLA

Il secondo giorno inizia già con un cambio di programma. Da tabella di marcia ci saremmo dovuti dedicare al famoso Circolo d’Oro, vicino alla capitale, ma dato che in Islanda è il meteo che comanda, ci siamo accorti che questa sarebbe stata la giornata migliore per anticipare la tappa del giorno successivo a Landamannalaugar. Per il terzo giorno erano infatti previsti pesanti rovesci di pioggia e sarebbe stato difficile raggiungere gli altopiani e vedere qualcosa!
Caricata la nostra auto, lasciamo quindi già la Ring Road per addentrarci nel cuore dell’isola, tra gli altopiani centrali, la zona più estrema dell’Islanda! Una vasta regione desertica dove dominano lava e ghiaccio, non esistono strade asfaltate e i servizi sono ridotti al minimo. Abbiamo un assaggio di questa terra così selvaggia proprio a Landmannalaugar, nella riserva naturale di Fjallabak.


Landmannalaugar significa “Sorgenti calde degli abitanti di Land” ed effettivamente in quest’area si trovano pozze d’acqua geotermale alimentate dal sistema vulcanico del Torfajökull. Qui le montagne sono composte da riolite, una lava satura di minerali che si è raffreddata molto lentamente, dando vita a meravigliose sfumature di colore. Siamo solo al secondo giorno in Islanda e già siamo senza parole!!!

Come arrivare:
Si raggiunge tramite strade sterrate percorribili solo con mezzi 4×4. Il modo migliore per evitare i guadi nei fiumi è arrivare da Nord facendo la strada 35 + F26 + F208 e lasciare l’auto nel parcheggio prima del fiume. Da sud si può invece percorrere la F225, ma attenzione ai guadi e all’apertura della strada. Al 21 giugno l’unica strada aperta percorribile era la F208.
Attenzione: da giugno di quest’anno, hanno introdotto un sistema di prenotazione con tassa di ingresso giornaliera da pagare anticipatamente su questo sito . La prenotazione è obbligatoria tra le 8.00 e le 15.00 dal 20 giugno al 15 settembre. Ci sono i ranger all’inizio del parco che controllano l’effettivo pagamento.

Quali sentieri percorrere:
Lasciata l’auto al parcheggio prima del fiume, si possono intraprendere diversi percorsi trekking, tra cui il famoso Laugavegur lungo ben 55 km che richiede tra i 4 e i 6 giorni di cammino. Tra le mete più popolari e panoramiche ci sono invece le cime del Brennisteinsalda (855mt) e del Blàhnùkur (940mt). Visto il cielo coperto e la pioggerellina, puntiamo al trekking che porta al Brennisteinsalda. Dal parcheggio attraversiamo la verdeggiante vallata per raggiungere i piedi del Brennisteinsalda. Una ripida salita ci porta in cima dove ci godiamo una vista panoramica sulle montagne colorate. Scendiamo e, attraversando fumarole vulcaniche, rientriamo al parcheggio per un totale di 11.5 km. Per il Blahnukur c’è una deviazione dopo le fumarole, ma il tempo era troppo incerto per aggiungere anche quella cima.
Nei pressi del campeggio vicino al parcheggio, c’è una hot spring, pozza naturale di acqua calda termale in cui immergersi e rilassarsi dopo la camminata.
Prenotazione e parcheggio giornaliero: € 4,00 (pagamento online)
Bagni: gratuiti presso il campeggio all’inizio dei percorsi trekking

Pernottamento: KALDBAKUR GUESTHOUSE
Guesthouse con camere con bagno privato e cucina in comune. La cucina è ben fornita di tutto il necessario e gli spazi sono ampi e sufficienti per tutti gli ospiti

GIORNO 3: HELLA – CIRCOLO D’ORO – HELLA

Torniamo verso Reykjavík per esplorare una delle mete più classiche: a poca distanza dalla capitale, è possibile visitare tre delle più importanti attrazioni dell’Islanda: il Parco Nazionale di Þingvellir, il geyser di Geysir e la cascata di Gullfoss. Queste 3 attrazioni compongono il celebre Circolo d’Oro (Golden Circle).


PARCO NAZIONALE DI PINGVELLIR

La prima località del Circolo d’oro che si incontra partendo da Reykjavik è il Parco Nazionale di Þingvellir, inserito tra i Patrimoni dell’Umanità UNESCO nel 2004. È il più importante sito storico d’Islanda, oltre ad essere un luogo geograficamente unico al mondo. Tra le attrazioni principali del parco citiamo sicuramente Almannagjà, un bellissimo canyon naturale lungo 5 chilometri a cavallo tra placca euroasiatica e placca americana, quindi tra Vecchio e Nuovo Mondo. La faglia non è statica, bensì si allarga ogni anno a ritmi impercettibili, stimati attorno ai 5mm annuali.
Oxararfoss: cascata alimentata dal fiume Oxara che scorre lungo il canyon; Drekkingarhylur: piscina naturale dalle acque limpidissime in cui si dice venissero annegate le donne che si erano macchiate di reati; la caratteristica chiesa Thingvallakirkja e infine Stekkjargja, anche conosciuto come “Dead man walking”. Quest’ultimo è noto per essere il luogo in cui venivano effettuate le impiccagioni durante il periodo dell’Antico Commonwealth (930-1262).

Parcheggio: € 7 (tramite applicazione parka)
Bagni: gratuiti

GEYSIR

Fenomeno imperdibile ed unico nel suo genere in Islanda sono i geysers. L’Islanda è la più grande isola vulcanica al mondo ed è caratterizzata da un’intensa attività geotermica. Questa forte attività si manifesta soprattutto con i geyser, che prendono il nome da questa località, trattandosi dell’area geotermica più estesa al mondo. Qui si può assistere alle “esplosioni” di Strokkur, ogni 5-10 minuti e i cui getti d’acqua possono raggiungere anche i 30 metri! Naturalmente il tutto è accompagnato una bella puzza di zolfo!

Parcheggio: gratuito
Bagni: gratuiti

GULLFOSS

A pochi chilometri da Geysir si trova Gulfoss (cascata d’oro), conosciuta come la regina di tutte le cascate islandesi per le sue dimensioni (sono alte 32 metri) e la sua eccezionale portata d’acqua. Ci sono diversi punti panoramici da cui vedere l’acqua che si getta prepotentemente nel canyon (le gole di Gulfoss), raggiungibili con un sentiero direttamente dal parcheggio.

Parcheggio: gratuito
Bagni: gratuiti

Pernottamento: seconda notte a KALDBAKUR GUESTHOUSE

GIORNO 4: HELLA – VIK

Per il quarto giorno islandese riprendiamo la Ring Road in direzione cascate della costa sud-occidentale per poi raggiungere in serata le scogliere di Vík!

Ecco nel dettaglio le tappe della giornata:

SELJALANDSFOSS

La prima cascata che visitiamo è quella di Seljalandsfoss, famosa per un passaggio che permette di camminare proprio dietro il getto d’acqua formato dal fiume Seljalandsá. Altamente consigliato abbigliamento impermeabile visto che qui ci si bagna per bene!
Consigliamo di proseguire per qualche centinaio di metro per raggiungere anche la cascata nascosta Gljúfrabúi. Si passa attraverso una piccola fessura nella roccia per ritrovarsi ai piedi del getto della cascata. Anche qui lavaggio assicurato!

Parcheggio: € 6 (presenti macchinette automatiche per effettuare il pagamento con carte di credito o bancomat)
Bagni: gratuiti

SKÓGAFOSS

Una delle cascate più famose e facilmente accessibili è quella di Skógafoss, originata dal fiume Skógaá, che nasce dal ghiacciaio Eyjafjallajökul. Si può visitare da sotto, camminando sulla spiaggia dove si getta la cascata, oppure da sopra, salendo per una scalinata di 470 gradini sulla destra.

Parcheggio: gratuito
Bagni: disponibili bagni del campeggio con offerta libera (solo moneta)

SÓLHEIMAJÖKULL

Iniziamo ad avere un’anticipazione dei ghiacciai del sud con il Sólheimajökull, una lingua della grande calotta conosciuta come Mýrdalsjökull.


Si raggiunge da Sólheimasandi, proseguendo per 4km in direzione dei monti su strada asfaltata. Raggiunto il parcheggio si prosegue a piedi per 10-20 minuti per trovarsi davanti all’imponente lingua del ghiacciaio, larga due km e lunga otto. Il ghiacciaio purtroppo sta arretrando rapidamente con un ritmo di circa 50 metri all’anno. Sotto alla calotta del ghiacciaio, a 1500m di altitudine si trova il vulcano Katla, uno dei più pericolosi in Islanda, con la sua caldera di 10 km!

Parcheggio: € 5 (tramite app Parka)
Bagni: gratuiti

PROMONTORIO DI DYRHÓLAEY

Raggiungiamo uno dei punti più panoramici della costa sud-occidentale: Dyrhólaey, un promontorio di origine vulcanica e il suo famoso arco di roccia che si protende verso il mare.


Il panorama spazia dalla costa fino al ghiacciaio Mýrdalsjökull, il versante di Selfoss e la famosa spiaggia nera Reynisfjara. Interessante è il faro di Dyrhólaey: costruito inizialmente nel 1910, venne sostituito dall’attuale nel 1927. Vanta la lente di rifrazione più grande tra i fari islandesi e indica, inoltre, il punto più meridionale della terraferma d’Islanda. Dal lato destro del faro è possibile ammirare un’altra bellissima spiaggia di sabbia nera… Kikjufjara, che però non è accessibile a causa delle forti correnti e delle onde altissime. Questo è l’habitat perfetto per le pulcinella di mare e se si è fortunati è possibile ammirarle proprio sulle scogliere. Ovviamente noi non le abbiamo beccate!

Parcheggio: gratis
Bagni: a pagamento (anche con carte e bancomat)
Orari: attenzione, tra maggio e fine giugno, la riserva è chiusa dalle 19.00 alle 07.00 per la nidificazione dei pulcinella di mare!

REYNISFJARA BEACH

La spiaggia più famosa e suggestiva d’Islanda si è formata dopo l’ultima eruzione del vulcano Katla ed è chiusa a ovest dal Promontorio di Dyrhólaey e a est dal monte Reynisfjall. Dal lato del monte Reynisfjall si vedono i faraglioni, chiamati Reynisdrangar. Secondo la leggenda sono due troll che, perdendo la cognizione del tempo, furono sorpresi dalla luce del sole mentre erano intenti a rubare una nave e furono così trasformati in roccia. Dall’altro lato della spiaggia si trovano invece le famose colonne in basalto, simili alle canne di un organo, che derivano dal raffreddamento di una colata lavica e la caverna Hálsanefshellir.


ATTENZIONE: per quanto bella, questa spiaggia è parecchio insidiosa, tanto che è considerata una delle più pericolose al mondo. Le onde forti e improvvise hanno ucciso diversi turisti incoscienti negli anni. Per questo, è consigliato rimanere lontano dalla riva e rispettare le indicazioni dei cartelli informativi e non avventurarsi in zone segnalate come pericolose. Abbiamo visto qualche turista finire direttamente in acqua e pure noi, pur essendo in zona “sicura” ci siamo inzuppati i piedi per un’onda arrivata un po’ troppo lunga!

Parcheggio: € 7 (tramite app parka)
Bagni: gratuiti
Pernottamento: finalmente un grazioso appartamentino tutto per noi, nel cuore di Vík: MINICASE VIK

GIORNO 5: VIK – HOFN

Oggi si riparte da Vík per continuare l’esplorazione della costa sud, nel cuore del Parco Nazionale del Vatnajökull, tra canyon verdissimi e surreali paesaggi ghiacciati!


FJAÐRÁRGLJÚFUR

La prima tappa di oggi è “Fjaðrárgljúfur”, nei pressi del villaggio Kirkjubæjarklaustur. Un imponente canyon lungo circa 2 chilometri e profondo 100 metri, che è stato scavato dal fiume Fjaðrá nel corso di 2 milioni di anni. Per raggiungerlo, bisogna prendere la strada n. 206 e, una volta arrivati al bivio con l’indicazione “Laki”, tenere la sinistra e seguire le indicazioni “Fjaðrárgljúfur Parking (P1)”, dove potrete lasciare l’auto. Una volta parcheggiata l’auto, si percorre il sentiero in salita che porta al principale punto panoramico, da cui ammirare, dall’alto, il canyon che si snoda tra le verdi colline.
CURIOSITA’: Nel 2015, Justin Bieber scelse proprio questo canyon come luogo per il video del brano “I’ll show you”. Vista la conseguente fama del luogo, il sito venne chiuso per un periodo temporaneo a causa della folla di turisti che stava mettendo in serio pericolo il delicato ecosistema. Oggi ha riaperto ma non si può più scendere nel canyon per ammirarlo dal basso.

Parcheggio: € 7 (tramite app Parka)
Bagni: gratuiti

SVARTIFOSS e SKAFTAFELL GLACIER

Ci addentriamo nel cuore del Parco Nazionale del ghiacciaio Vatnajökull, che con i suoi 12.000 km quadrati di superficie è il parco naturale più grande d’Europa e occupa ben il 12% dell’isola! Al suo interno troviamo uno dei rami del ghiacciaio Vatnajökull, il Skaftafelljökull, che si estende su una superficie di circa 12 chilometri quadrati.

Una volta raggiunto il centro visitatori, indossiamo i nostri scarponcini per un bel trekking di 12 km e circa tre orette. Seguiamo il sentiero per Sjònarsnìpa, un punto panoramico per ammirare il ghiacciaio dall’alto, per poi proseguire verso la cascata Svartifoss, la cui particolarità è sicuramente l’anfiteatro di rocce basaltiche che la circonda!

Parcheggio: € 7 (tramite app parka)
Bagni: gratuiti presso il centro visitatori

SVÍNAFELLSJÖKULL

Ci spostiamo di soli 5 chilometri per raggiungere la lingua più esterna del Vatnajökull: il ghiacciaio Svínafellsjökull. Basta lasciare l’auto nel parcheggio e camminare per una mezz’oretta in leggera salita per ritrovarsi al cospetto del ghiacciaio, con le sue maestose formazioni.


Qui, lo ammetto, ci siamo commossi come due bambini. Trovarsi di fronte a pareti di ghiaccio così imponenti, ci ha fatto sentire piccoli di fronte alla potenza della natura. Piccoli e consapevoli del fatto che noi esseri umani siamo la causa principale del cambiamento climatico che sta, purtroppo, troppo velocemente, cambiando e cancellando diverse aree meravigliose del nostro pianeta.

CURIOSITA’: Avete presente il film “Interstellar” del grande Nolan? Il mondo del Dr. Mann, interpretato da Matt Damon, fatto solo di infinite lastre di ghiaccio? Ecco…quelle scene del film sono state girate proprio qui!
Parcheggio: gratuito
Bagni: no

FJALLSÁRLÓN

10 km prima della ben più celebre Jökulsárlón, si trova la laguna di Fjasllsàrlòn. Qui si possono ammirare gli iceberg galleggiare nell’acqua, davanti a, letteralmente, un muro enorme di ghiaccio!

Parcheggio: gratuito
Bagni: no

JÖKULSÁRLÓN

L’incredibile giornata tra i ghiacci prosegue verso la famosa Jökulsárlón, la spettacolare laguna ai piedi del ghiacciaio Vatnajökull, all’interno della quale ammirare tantissimi iceberg che lentamente vengono trasportati verso la suggestiva Diamond Beach.


Il lago si è formato alla fine del XIX secolo a causa del ritiro del ghiacciaio Breiðamerkurjökull e, con i suoi 248 mt di profondità, è il lago glaciale più grande e profondo d’Islanda.
Se scruti bene tra gli iceberg potresti vedere delle simpatiche foche nuotare! Noi ne abbiamo vista una da lontano, sbucare dall’acqua!

Parcheggio: 4€ tramite app Parka, se avete parcheggiato anche a Svartifoss nello stesso giorno. Altrimenti €7
Bagni: gratuiti

DIAMOND BEACH

A nemmeno 1 km dalla laguna troviamo Diamond beach, una delle spiagge più belle d’Islanda. Deve il suo nome alla presenza dei numerosi cristalli di ghiaccio che dalla laguna vengono portati a riva dalla corrente. Il contrasto con la sabbia nerissima crea un effetto luminoso e scintillante che ricorda quello dei diamanti. Giugno non è proprio il periodo migliore per ammirare gli iceberg; in inverno, con la luce calda del tramonto, e la maggior presenza di ghiaccio, i fotografi si divertiranno sicuramente!

Parcheggio: incluso nel pagamento del parcheggio per la Jökulsárlón
Bagni: gratuiti nel parcheggio di Jökulsárlón

Pernottamento: RAUDABERG
Guesthouse con camera e bagni in comune. Spazi ampi e puliti, con cucina attrezzata di tutto il necessario. E poi che meraviglia svegliarsi con vista ghiacciai, in mezzo alle pecorelle!

GIORNO 6: HOFN – BORGARFJÖRÐUR EYSTRI

Dopo il tour de force delle tappe di ieri, oggi ci aspetta una giornata di spostamento verso i fiordi orientali con qualche sosta qua e là alla scoperta dei territori selvaggi d’Islanda. I chilometri sono tanti, ma il panorama è talmente vario, che le ore in auto trascorrono in un batter d’occhio.


STOKKSNES

La prima di tappa è Stokksnes, una spiaggia ai piedi dell’imponente montagna Vestrahorn. Qui le dune di sabbia nera, sormontate da ciuffi d’erba verdissima mossi dal vento, creano uno scenario davvero surreale. In più, con la bassa marea, le pozze d’acqua creano dei riflessi incredibili.
La spiaggia si raggiunge con una deviazione di dieci minuti dalla Ring Road, è sterrata ed è soggetta al pagamento di un pedaggio di € 7 a persona.

Parcheggio: incluso nella tariffa di ingresso (€ 7 a persona). Il pagamento si effettua presso il bar a fianco del parcheggio
Bagni: gratuiti

HVALNES

Il nostro viaggio prosegue verso il vicino promontorio di Hvalnes, con il suo caratteristico faro arancione costruito nel 1954. Il belvedere offre una bellissima vista sull’oceano, una spiaggia nera lunga e stretta e le altissime montagne.

Parcheggio: gratuito
Bagni: assenti

A questo punto, per iniziare a salire verso nord, abbiamo due opzioni: rimanere sulla Ring Road e continuare a seguire la costa e i suoi splendidi fiordi; o, come abbiamo fatto noi, abbandonare il mare e tagliare seguendo la strada sterrata di montagna 95. Il percorso si accorcia di circa 100 km, ma considerate che trattandosi di strada sterrata, la velocità che riuscirete a tenere è inferiore.
La strada 95 si prende all’altezza del paese di Breiðdalsvík. Prima della svolta, vi consigliamo di fermarvi a Djùpivogur, dove troverete benzinaio, bagni e ristoranti. Poi non ci sarà più nulla per un bel po’ di chilometri.

SEYÐISFJÖRÐUR

Dopo ore in macchina tra paesaggi surreali, raggiungiamo quello che è considerato uno dei villaggi più pittoreschi d’Islanda; Seyðisfjörður, negli Eastfjords, nell’estremo est dell’Isola, nella regione di Austurland. L’unica via d’accesso al villaggio è la panoramica strada che arriva da Egilsstaðir. Si tratta di strada ben asfaltata ma si dovrà valicare un passo a 600 metri di quota e a giugno abbiamo trovato ancora un bellissimo paesaggio innevato.

La classica cartolina del villaggio è data dalla famosa walking street, interamente pavimentata con i colori dell’arcobaleno che dal centro del paese si dirige verso la suggestiva chiesetta bianca e azzurra.
CURIOSITA’: qui a Seyðisfjörður nel 1906 è arrivato il primo cavo del telegrafo a collegare l’Islanda all’Europa, ed è l’unica località di tutta l’Islanda raggiungibile direttamente in nave dall’Europa continentale, nessun altro porto dell’Islanda, incluso la capitale Reykjavík, è ad oggi servito da alcun altro servizio passeggeri ed auto in origine dall’Europa!

Parcheggio: gratuito vicino alla chiesa
Bagni: gratuiti all’interno del teatro comunale

BORGARFJÖRÐUR EYSTRI

L’esplorazione dei fiordi orientali termina a Borgarfjörður eystri, il più settentrionale dei villaggi degli Eastfjords. L’unica strada che permette di raggiungere il villaggio è la n. 94 da Egilsstaðir. Oggi è totalmente asfaltata, ma fino a qualche anno fa si trattava di una F-Roads malmessa, tanto che per anni pochissimi turisti si spingevano fino a qui.
Oggi la parola magica che attira sempre più visitatori è Puffins! Qui è infatti possibile ammirare da vicino le buffissime pulcinella di mare.

Foto gentilmente offerta da Fabio e dalla sua super fotocamera!

Il luogo ideale è la scogliera di Hafnarhólmi, a 5 Km da Borgarfjörður eystri ed a pochi passi dal porticciolo del villaggio, dove finisce la strada. Qui nidifica un’importante colonia di pulcinella di mare e tra metà maggio ed i primi 10 giorni di agosto in genere ne puoi vedere a decine!

E a proposito di puffins…nel 2009 (una vita fa!), in vacanza in Francia con i miei genitori, ci siamo imbattuti in un villaggio della Bretagna famoso proprio per i pulcinella di mare, tanto che erano ritratti ovunque, persino sui cartelli stradali. Mi innamorai di quei buffissimi uccelli, ma essendo agosto, se ne erano già andati via tutti. Da allora mi sono ripromessa che prima o poi sarei riuscita a vederli anche io. E oggi si è finalmente realizzato un sogno…. Decine di dolcissimi puffins a poca distanza da me!
Impossibile descrivere a parole l’emozione!

Come se non bastasse, a rendere la giornata ancora più magica, abbiamo assistito al sole di mezzanotte. Una luce meravigliosa ci ha accompagnato durante questa notte infinita in cui il sole non è mai sceso sotto l’orizzonte! Che magia!!!

Pernottamento: BLABJORG RESORT
Guesthouse con bagni e cucina in comune ampi e puliti a 5 minuti d’auto da Hafnarhólmi.
Rientrati dalla scogliera alle 2 di notte, ci siamo messi in cucina, con vista porto, a preparare il pranzo al sacco per il giorno dopo. La luce era spettacolare e, dato che è stata praticamente l’unica sera di sole della vacanza, rimarrà un prezioso ricordo indimenticabile!

GIORNO 7: BORGARFJÖRÐUR EYSTRI – LAUGAR

Rimarrei ore ed ore ad ammirare i Puffins, ma il tempo stringe, ed è ora di riprendere il nostro tour verso il Nord dell’Islanda. Nella giornata di oggi visiteremo pittoreschi canyon, imponenti cascate, una famosa area geotermale e passeggeremo lungo il cratere di un vulcano, tra paesaggi lunari che sembrano di tutt’altro pianeta!


STUÐLAGIL CANYON

Prima tappa di oggi è il pittoresco Stuðlagil Canyon, che nasconde una delle più grandi e belle formazioni di colonne di basalto alte fino a 30 metri in Islanda. Si trova a 70 km da Egilsstaðir e per raggiungerlo è necessario effettuare una breve deviazione dalla Ring Road 1, seguendo la strada 923.


Ci sono due diversi sentieri per ammirare il Canyon: uno ad Est (il più consigliato ma anche il più lungo) e uno ad Ovest (se avete poco tempo e volete giusto un assaggio). Per il sentiero ad Est, percorrere la 923 per circa 14 chilometri fino a raggiungere la fattoria Hákonarstaði. All’altezza del cartello con indicato ‘Klaustursel’, girare a sinistra e seguire la strada fino a raggiungere il grande parcheggio.
Il sentiero è lungo circa 4 chilometri e calcolate un tempo di percorrenza di andata e ritorno di 3 ore, stando larghi.

Parcheggio: € 7 (tramite app Parka)
Bagni: gratuiti

DETTIFOSS E SELFOSS

Prossima tappa: cascate Dettifoss e Selfoss. Dettifoss è la cascata più potente d’Islanda e una delle più potenti d’Europa. È alta 44 metri e larga 100 metri, mentre la portata dell’acqua dipende dalle precipitazioni e dallo scioglimento del ghiacciaio Vatnajökull. La portata media è di più di 180-200 m³/s, ovvero circa 200 tonnellate d’acqua che si gettano ogni secondo giù per il canyon. Impressionante!

Poco distante da Dettifoss si trova la splendida Selfoss. È a forma di ferro di cavallo ed è formata da diversi salti che scendono lungo le pareti del canyon, alti dagli 8 ai 14 metri. È possibile visitare sia Dettifoss che Selfoss da entrambi i lati del fiume. Il lato Ovest è il più facile da raggiungere e per questo è anche più attrezzato, con un sentiero lungo 2,5 km che porta ad entrambe le cascate.

Parcheggio: gratuito
Bagni: gratuiti

HVERIR

Il nostro viaggio prosegue verso l’area geotermica di Hverir, una delle più attive in Islanda, dove veniamo accolti da un forte odore di zolfo, fumarole attive e pozze di fango ribollenti.


Hverir è una solfatara compresa nell’area geotermale del Krafla e le temperature del sottosuolo sono altissime. I fanghi e il vapore possono infatti raggiungere la temperatura di cento gradi.
Questo è sicuramente uno dei posti più assurdi mai visti finora! I colori della terra qui hanno mille sfumature che vanno dal bianco accecante al blu scuro, per poi passare al giallo, rosso e arancione. Sembra proprio di stare su un altro pianeta.

Parcheggio: € 8 (colonnine per il pagamento con carta o bancomat presenti al parcheggio)
Bagni: assenti

HVERFJALL

L’ultima tappa ci porta a fare un trekking notturno (si, tra una foto e l’altra si sono già fatte le 23) tutto intorno al cratere del vulcano Hverfjall.
Hverfjall, formatosi 2500 anni fa, in seguito ad una potente eruzione vulcanica, è un enorme cratere dal colore nero intenso con una forma conica quasi perfetta.


Si può scalare un versante fino a raggiungere la parte superiore del cratere, per poi percorrere l’anello tutto intorno ad esso. Da quassù, è possibile godere di una vista privilegiata sia sul cratere, che vanta un diametro di oltre 1000 metri, sia sul panorama circostante fino al lago Myvatn.
Abbiamo “scalato” un vulcano a mezzanotte… Eravamo solo noi, il nero intenso della sabbia e la luce del sole che illuminava il lago. L’Islanda ci sta decisamente facendo fare scorta di esperienze indimenticabili!

Parcheggio: € 6 (tramite app Parka)
Bagni: gratuiti

Pernottamento: Lasciato il vulcano, impostiamo sul navigatore l’ultima destinazione di oggi: la Guesthouse VALLAKOT FARM GUESTHOUSE a Laugar, dove ci aspetta un grazioso appartamentino con cucina, tutto per noi!

GIORNO 8: WHALE WATCHING A HÚSAVÍK E GODAFOSS

Giornata un po’ più scarica, ma non per questo meno adrenalinica! Oggi saliamo ancora più a nord per raggiungere il porto di Húsavík dove ci aspetta un’esperienza magnifica. Visiteremo poi un’altra bellissima e famosa cascata, prima di raggiungere in serata un grazioso e romanticissimo cottage per la notte.

HÚSAVÍK

Húsavík è la classica cittadina di mare: un porto, una chiesina, negozietti e case basse e colorate. Ma nonostante la sua indubbia bellezza, noi siamo qui per un motivo ben preciso!
Húsavík è conosciuta come una delle migliori località al mondo per il Whale watching.
Chi siamo noi per non tentare l’avvistamento di questi splendidi cetacei?

Salpiamo con la compagnia North Sailing. Il tour dura tre ore e prima di avventurarsi nella baia di Skjàlfandi a caccia di balene, fa una prima sosta a Puffins Island. La nave spegne i motori e scorgiamo centinaia di puntini bianchi e neri, appollaiati sulla scogliera, e altrettanti che sfrecciano e si lanciano nelle fredde acque del mare del nord!
La guida, preparatissima, ci spiega che i puffins arrivano in Islanda, ogni anno, tra maggio e luglio per nidificare. Il resto dell’anno rimangono invece in mare aperto in totale solitudine. La curiosità più tenera: i puffins sono fedelissimi. Hanno una compagna per tutta la vita e ogni anno, dopo aver trascorso l’inverno in solitaria, si riuniscono sempre vicino allo stesso nido!

Riprendiamo a navigare sempre più al largo. Il tempo non è dei migliori. Fa freddo, pioviggina, c’è vento, e ringraziamo la compagnia per averci fornito le tute termiche. Una salvezza!
Prima della partenza, la guida ci ha avvisato che, viste le condizioni avverse, non avrebbe garantito l’avvisamento. Eppure, siamo stati fortunatissimi. Quattro splendide megattere sbucano timidamente dall’acqua, per voi avvicinarsi sempre di più, probabilmente incuriosite dalla nostra presenza. Prima sbuffano, poi mostrano il dorso, e infine la bellissima coda con splendide striature bianche.
È stato uno spettacolo unico!

Il tour è durato quasi quattro ore; l’equipaggio ci ha infatti permesso di godere più a lungo dello spettacolo offerto da madre natura. E non possiamo che esserne grati!
Durante il rientro in porto, vengono offerti a bordo cioccolata calda e un dolcetto alla cannella. Una coccola contro il freddo gelido del mare aperto!

Parcheggio Husavik: gratuito
Bagni: gratuiti presso la zona imbarchi del porto
Escursione con North Sailing prenotata tramite Get your guide: € 98 a persona (include tuta termica, spiegazioni della guida e merenda a bordo)

GOÐAFOSS

Sono già le 17 e dopo un panino al volo, ci spostiamo in direzione Goðafoss, una delle cascate più grandi e famose d’Islanda. È facilmente raggiungibile dalla Ring Road e merita sicuramente una visita. Goðafoss significa “cascata degli dei” e l’origine del nome deriva da un importante evento storico islandese: attorno all’anno mille Þorgeir Ljósvetningagoði, un legislatore del parlamento islandese, prese l’importante decisione di far abbandonare all’Islanda il culto delle antiche divinità nordiche e di convertirsi al cristianesimo, e la leggenda narra che sulla strada del ritorno a casa gettò i simulacri degli Dei pagani nella cascata.

Parcheggio: gratuito
Bagni: assenti
Pernottamento: HESTASPORT COTTAGES.
Dato che infondo questo è il nostro viaggio di nozze, per questa notte ci siamo voluti viziare un pochino, con un romanticissimo cottage in legno tutto per noi e una bella hot spring. Finalmente proviamo l’ebrezza di fare un bel bagno in acqua bollente mentre fuori ci sono 7 gradi…. Stupendo!

GIORNO 9: KERLINGARFJOLL

Il nono giorno ci ha dato conferma che in Islanda è la natura che comanda! Per la giornata di oggi il programma prevedeva un trekking tra le meravigliose montagne colorate di Kerlingarfjöll, nel cuore degli altopiani centrali. Ci siamo fatti ben 3 ore e mezza di strade f-roads (solo andata, e altrettante al ritorno) ma al nostro arrivo, ad aspettarci, c’erano solo nebbia, neve, raffiche di vento a 50 km/h e visibilità pari a zero.
Abbiamo aspettato qualche oretta, dato che il sito dava il meteo in leggero miglioramento, ma la nebbia che copriva le montagne non ci ha mai abbandonato. La strada che porta al punto di partenza del trekking era ghiacciata e troppo pericolosa persino per il nostro 4×4.
Nonostante tutto, abbiamo tentato una breve camminata per raggiungere la piscina di acqua calda naturale, a circa 3km a/r dal parcheggio, ottenendo in cambio solo abiti inzuppati fradici e sfilettate di neve in faccia!

Sconsolati e amareggiati per la giornata buttata al vento, siamo ripartiti in direzione del nostro appartamento per la notte.
Magra consolazione: BREKKUKOT è stato uno dei migliori appartamenti del nostro viaggio. Pulito, con cucina attrezzata e letto comodissimo. Ma soprattutto…immerso nella natura e circondato solo da pecore e cavalli.
E a proposito di cavalli…. Ma quanto sono belli i cavallini islandesi? Questi sono quelli che Fabio ha fotografato la mattina seguente a pochissima distanza dal nostro cottage:

GIORNO 10: BREKKUKOT – FIORDI OCCIDENTALI

Il decimo giorno ci accoglie con un sole che spacca le pietre! Giustamente, visto che la giornata prevede un lunghissimo spostamento in auto verso i fiordi occidentali! Ma l’Islanda è così, e abbiamo iniziato ad apprezzare questi scherzi del meteo.

L’unica tappa di oggi è HVITSERKUR, per ammirare il caratteristico scoglio a forma di rinoceronte che si abbevera nelle fredde acque dell’oceano.

Lasciata la spiaggia, ora ci attendono circa 500 km per raggiungere i fiordi occidentali a cui dedicheremo la giornata di domani per esplorarne la costa sud! La distanza è notevole a causa della mancanza di ponti che costringono a continui saliscendi lungo i fiordi. Per molti potrebbe risultare noioso, ma vi assicuro che il panorama cambia letteralmente ad ogni curva e non ci si accorge nemmeno di aver macinato così tanti chilometri!

Il lungo tempo trascorso in auto ci ha dato la possibilità di riflettere sul programma dei prossimi giorni. L’idea di tornare a casa avendo saltato la tappa al Kerlingarfjoll non ci piaceva per niente. Così, booking e sito del meteo alla mano, abbiamo riprogrammato gli ultimi giorni del nostro on the road. Per precauzione avevo prenotato due notti nel sud dei fiordi occidentali, giusto per prenderci un giorno di riposo. Ma ehi! Siamo in Islanda; non c’è tempo per riposare!!
Cancellata la notte in più, abbiamo quindi anticipato le ultime tappe del viaggio (senza lasciarne indietro nessuna ovviamente) in modo da poter ritentare il trekking al Kerlingarfjoll
nel tredicesimo giorno di vacanza; l’unico in cui c’era una minima speranza di giornata soleggiata!

Arrivati nei fiordi in serata, abbiamo approfittato del sole ancora dalla nostra parte, per anticipare la visita alla famosa cascata DYNJANDI, situata in una delle insenature più profonde del fiordo Arnarfjordur.

La cascata alta 100 mt e larga 60 mt scivola sulle rocce con ben sette salti.

Parcheggio: € 5 (ci sono dei pannelli con le indicazioni per il pagamento online)
Bagni: gratuiti
Pernottamento: STROND GUESTHOUSE

GIORNO 11: FIORDI OCCIDENTALI e spostamento in serata alla PENISOLA SNÆFELLSNES

I fiordi occidentali solitamente non rientrano nei classici on the road in Islanda, soprattutto quando si hanno pochi giorni a disposizione. I chilometri per raggiungerli sono tanti e per vederli bene da cima a fondo, servirebbero almeno tre giorni in più. Ma dato che noi siamo testardi, volevamo aggiungere al nostro programma almeno la costa sud dei fiordi. E devo ammettere che ne è assolutamente valsa la pena per gli straordinari panorami che abbiamo incontrato: strade a strapiombo sul mare, altissime scogliere, spiagge colorate e l’oceano dal colore azzurrissimo.
Di sicuro prima o poi torneremo per visitare anche la parte nord dei fiordi!

GARDAR BA 64

Prima tappa di oggi è Garðar BA 64. In Islanda non è insolito trovare relitti di navi abbandonate.
La Garðar BA 64 fu costruita in Norvegia nel 1912 e acquisita da un islandese dopo la seconda guerra mondiale, quando venne utilizzata prima per la pesca alla balena e poi per quella all’aringa, fino al 1981 quando venne definitivamente arenata nella valle di Skapadalur. Si tratta della nave d’acciaio più vecchia d’Islanda.

Parcheggio: gratuito
Bagni: assenti

RAUÐISANDUR

L’Islanda è famosa per le sue bellissime spiagge nere, ma nella zona Nord Ovest, si trova qualche eccezione. La spiaggia Rauðisandur ha infatti particolari sfumature rosse e dorate che, insieme all’acqua, creano bellissimi giochi di colore. Il colore rossastro è dovuto ai frammenti di guscio del mollusco “Chlamys islandica”, la capasanta islandese. Per arrivare alla spiaggia si percorrono le strade F612 e F614; entrambe sterrate ma super panoramiche.

Nei pressi di Rauðisandur si trova anche la Saurbæjarkirkja, una splendida chiesa nera con il tetto rosso, che si affaccia direttamente sulla spiaggia.

Parcheggio: gratuito nei pressi della chiesa
Bagni: assenti

LÁTRABJARG

Come ultima tappa del giorno, raggiungiamo il punto più occidentale d’Europa se si escludono le Azzorre: le scogliere di Látrabjarg. Si tratta delle scogliere più alte d’Islanda (441 mt nel punto più elevato) dove nidificano milioni di uccelli.

Dal parcheggio nei pressi del faro, parte un bellissimo sentiero che percorre tutta la scogliera, ma viste le raffiche di vento assurde, ne abbiamo percorso solo un pezzettino.
E per concludere in bellezza, anche i fiordi occidentali mi regalano la possibilità di vedere i puffins!

Parcheggio: gratuito
Bagni: gratuiti, prima dell’ultima salita per arrivare al parcheggio

A questo punto saremmo dovuti tornare nella nostra Guesthouse per una seconda notte (e del meritato riposo) e affrontare i 400 km per la penisola Snæfellsnes domani. Ma come da cambio programma, lasciamo i fiordi, e i 400 km ce li spariamo tutti questa sera!!

Pernottamento: STOD GUESTHOUSE che ci ha gentilmente anticipato di una notte la prenotazione.
Il nome è molto simile alla Guesthouse nei fiordi; occhio a non confonderli.

La giornata di oggi è dedicata alla scoperta della penisola di Snæfellsnes, detta anche l’Islanda in miniatura per la presenza, in una sola zona molto vicina a Reykjavìk, di tutte le attrazioni che caratterizzano l’intero paese: ghiacciai, spiagge nere, campi di lava, fiordi, piccoli villaggi, cascate e grotte.
La penisola è, in buona parte, occupata dal Snæfellsjökull National Park, istituito nel 2001 e dominato dal profilo sempre innevato del vulcano Snæfell. Il cratere raggiunge un’altezza di 1446 mt ed è perennemente coperto dal piccolo ghiacciaio Snæfellsjökull. Questa zona è stata resa celebre dallo scrittore francese Jules Verne, che ha immaginato proprio il vulcano Snæfell come luogo di accesso per l’esplorazione delle viscere del pianeta nel suo romanzo Viaggio al centro della terra.
Ecco le tappe di oggi:

KIRKJUFELL

Attrazione principale di questa zona è sicuramente il Monte Kirkjufell, luogo de “Il Trono di Spade” e altre produzioni cinematografiche. I suoi 463 mt di altezza, la posizione in prossimità del mare, la piccola cascata Kirkjufellfoss ai suoi piedi e la sua forma conica quasi perfetta, hanno permesso a Kirkjufell, “la montagna della chiesa”, di diventare uno dei paesaggi più fotografati di tutta la penisola.

Parcheggio: € 7 (tramite app Parka)
Bagni: assenti

SVODUFOSS & INGALDSHOLL

Lasciato il Kirkjufell alle nostre spalle, raggiungiamo la cascata Svöðufoss. È alta 32 metri e le sue acque provengono dal ghiaccio in fusione del Snæfellsjökull, il ghiacciaio visibile sullo sfondo nelle giornate limpide (non quella di oggi ovviamente!). Dal parcheggio si raggiunge con una breve camminata di cinque minuti.
Riprendendo il nostro viaggio lungo la strada 54 che percorre l’intera penisola, ci imbattiamo poi, nella caratteristica chiesa bianca di Ingjaldshóll, in questo periodo circondata dai bellissimi lupini in fiore.

Parcheggio: gratuito
Bagni: assenti

SVÖRTULOFT

Proseguiamo poi verso il faro di Svörtuloft, un faro arancione sull’orlo di una falesia nera. Consigliata una passeggiata intorno al faro per ammirare le onde che si infrangono sulla scogliera e gli uccelli che si lasciano trascinare dalla brezza marina!

Parcheggio: gratuito
Bagni: assenti

SAXHÓLL

Prossima tappa di oggi è il Saxhóll Crater. Il cratere si innalza sulla distesa lavica che lo circonda ed è possibile raggiungerlo con una comoda scala che si inerpica fino alla sua sommità. Dai suoi 100 metri di altezza si gode un bellissimo e ventoso panorama sui campi lavici che lo circondano fino all’oceano, e sul ghiacciaio Snæfellsjökull.

Parcheggio: gratuito
Bagni: assenti

Percorrendo l’intera penisola ci imbattiamo in diverse scogliere a picco sul mare, e proprio su una di queste, abbiamo incontrato una volpe artica. In estate il loro manto si colora di marrone, mentre in inverno sono bianchissime. Che emozione averla incontrata così per caso!

BÚÐAKIRKJA

Il viaggio continua verso la famosa e super fotografata chiesa nera d’Islanda, la Búðakirkja. Nel bel mezzo del nulla e circondata solo dal suo piccolo cimitero di paese.

Parcheggio: gratuito
Bagni: assenti

YTRI TUNGA

Infine, prima di rientrare a Reykjavík, raggiungiamo la spiaggia Ytri Tunga, una spiaggia dove vive una colonia di foche.

Essendo arrivati con l’alta marea le abbiamo viste giocare a nascondino tra le onde.
Se arrivate in tarda serata, o mattino presto, in concomitanza di bassa marea, potrete invece vederle addirittura spiaggiate sulla spiaggia a pochi metri da voi. Rispettate i cartelli che indicano le giuste distanze da mantenere.

Parcheggio: € 5 (colonnine per il pagamento con carte di credito e bancomat)
Bagni: assenti

Pernottamento: HOTEL LAXNES

Penultimo giorno di viaggio in Islanda e si ritenta il trekking alle montagne colorate di Kerlingarfjöll. Dateci dei pazzi ad aver scombussolato il programma, e soprattutto ad aver puntato la sveglia alle 4 del mattino per farci 3 ore di f-roads e raggiungere così l’altopiano nell’unica finestra di sole della giornata; ma ne è valsa tutta la fatica!


HVERADALIR

Nel cuore della catena montuosa Kerlingarfjöll, nella parte occidentali degli altopiani centrali, tra i ghiacciai Langjökull e Hofsjökull, si trova Hveradalir, conosciuta anche come Valle delle sorgenti calde. È la più grande e affascinante area geotermica dell’Islanda, con montagne di riolite di colore rossastro che fumano da ogni angolo, tanto che sembra di stare su Marte!

Per raggiungerla da Reykjavík si seguono le strade 36 e 37 che attraversano il parco di Þingvellir e portano alla cascata Gulfoss. Dalla cascata si imbocca poi la F35, strada sterrata che attraversa l’Islanda da nord a sud. (nel primo tentativo del nono giorno l’avevamo percorsa venendo da nord. Oggi da sud…possiamo quindi dire di aver attraversato l’Islanda da nord a sud, seppur in giorni diversi!).
Dopo un centinaio di chilometri si svolta per la F347, fino al Kerlingarfjöll Mountains Resort, di recente costruzione. Da qui si prosegue tra buche e scossoni fino al parcheggio dell’area geotermica. Quest’ultimo tratto di strada è abbastanza ripido e pieno di buche profonde ma nulla di impossibile se avete una 4×4. Se non ve la sentite, potete comunque lasciare l’auto nel parcheggio dell’albergo e aggiungere 5 chilometri di camminata per raggiungere Hveradalir a piedi.

Dal parcheggio imbocchiamo il sentiero Hveradalaklif-Snorrahver lungo circa 2 chilometri. Questo percorso ad anello conduce alla scoperta della parte bassa di Hveradalir, passando attraverso il vapore delle fumarole, per poi risalire le montagne color ruggine attraverso comode scalette in legno.

Attenzione al terreno fangoso e molto scivoloso. Portate assolutamente scarponcini da trekking.
Il paesaggio è surreale, tra vapore e colori che lasciano senza fiato! E anche questa si aggiunge al bagaglio di esperienze surreali e pazzesche impossibili da dimenticare!

A malincuore ripartiamo e con altre 3 ore di strada, torniamo a Reykjavìk, soddisfatti per aver portato a casa anche questa tappa e per aver concluso tutto il giro dell’isola.

Pernottamento: stasera si torna dove tutto è iniziato: DOWNTOWN REYKJAVÍK APARTMENTS

GIORNO 14: GIORNO BONUS

Durante l’organizzazione del viaggio, ci siamo tenuti una giornata extra alla fine, nel caso in cui qualcosa fosse andato storto, o anche solo per rivedere qualche tappa fatta velocemente o proprio saltata. Giustamente vi chiederete come mai non abbiamo dedicato questa giornata al Kerlingarfjöll senza stravolgere tutto quanto! Beh, sempre colpa del meteo! Oggi, infatti, ci aspettano solo raffiche di vento e secchiate d’acqua.
Ecco le tappe di oggi:

PROMONTORIO DI DYRHÓLAEY

Lasciamo Reykjavik per dirigerci nuovamente a sud. Vogliamo tornare alla scogliera Dyrhòlaey, a Vik, in cerca degli ultimi puffins da salutare e che non siamo riusciti a vedere la prima volta qui!
Tra una raffica di vento e l’altra, eccoli sulla scogliera. Buffissimi come sempre, alle prese con atterraggi resi difficoltosi dal vento.

SOLHEIMASANDUR PLANE WRECK

Essendo in zona, ne approfittiamo per vedere il famoso relitto del C-117, che avevamo saltato per mancanza di tempo.
I resti del C-117 si trovano letteralmente in mezzo al nulla, a circa 4 km dalla strada Ring Road. Bisogna seguire il percorso delineato dai paletti gialli che ci accompagnano fino al relitto. Il trekking è di circa 7 km a/r, totalmente in piano. Non è un percorso assolutamente impegnativo, ma dato che ci troviamo nel bel mezzo del nulla, non bisogna assolutamente uscire dal sentiero tracciato, altrimenti si corre il rischio di perdersi, soprattutto nelle giornate con scarsa visibilità.  Per chi non può camminare, è possibile usufruire della navetta che collega il parcheggio al relitto. Il costo è però molto elevato: € 21 a/r o € 14 solo andata.
Ma cosa ci fa un aereo in mezzo al nulla?
Il 24 novembre 1973 un aereo dell’aeronautica militare statunitense stava sorvolando il ghiacciaio Vatnajökull quando, senza preavviso, i motori del velivolo cominciarono a perdere potenza. Il pilota Gregory Fletcher optò per un atterraggio di emergenza sulla spiaggia nera di Solheimasandur, non lontano da Vìk. La manovra riuscì perfettamente e pilota ed equipaggio, ne uscirono illesi. L’aereo, smontati i pezzi più importanti, venne invece abbandonato in balia degli agenti atmosferici.

Parcheggio: € 5 (tramite app Parka) Impostare “parking per Solheimasandur Plane Wreck” per il punto esatto in cui lasciare l’auto.
Bagni: assenti

KERIÐ

Il trekking al relitto ci ha portato via abbastanza tempo ed essendo ormai già pomeriggio inoltrato, riprendiamo la strada verso Keflavìk dove dormiremo stanotte.
Lungo la strada ci fermiamo per un’altra tappa saltata nei primi giorni: il cratere Kerið, a circa 50 km da Reykjavik, nel circuito del Circolo d’Oro.
La caldera, composta da pietra vulcanica rossa, dovuta alla presenza di ematite, è lunga 270 mt, larga 170 e profonda 55. Si è formata circa 6.500 anni fa e oggi al suo interno troviamo un bellissimo laghetto dal color acquamarina.

Parcheggio: gratuito
Ingresso: € 4 a persona (pagamento al chiosco all’ingresso con carte o contanti)

FAGRADALSFJALL

Il nostro viaggio sta per volgere al termine. Domani mattina dobbiamo essere in aeroporto alle 8.00 per il volo di rientro a Milano. Ma dato che vogliamo goderci fino all’ultimo questa terra meravigliosa, ci concediamo un ultimo trekking nella zona vulcanica di Grindavik. Sono le 23.00 e incrociamo solo due macchine nel tragitto per raggiungere il sito del vulcano Fagradalsfjall, una piccola formazione montagnosa, dal quale, con periodicità, si hanno eruzioni fissurali.
Il sito si trova a pochi chilometri da Grindavik, cittadina ora chiusa al traffico per via della recente eruzione delle scorse settimane.
Lasciata l’auto al parcheggio P1, a pochi metri dal posto di blocco che segna la chiusura della strada per Grindavik, ci incamminiamo lungo un sentiero di 6 km a/r. Raggiungiamo, con una costante salita, un punto panoramico da cui ammirare una colata lavica risalente al 2021 ancora fumante!
È ormai mezzanotte e trovarci qui, da soli, di fronte a un paesaggio quasi lunare, è stata un’emozione unica!
Dal parcheggio partono poi altri sentieri per altri punti panoramici. Si possono infatti raggiungere anche le colate laviche del 2022 e del 2023; tutte ancora fumanti.

Parcheggio: € 7
Bagni: assenti
Pernottamento: A Bernhard Guesthouse che raggiungiamo alle 2.00 di notte. Giusto il tempo di dormire tre orette!

Il nostro on the road in Islanda termina qui… Due settimane di pura meraviglia. Di paesaggi assurdi, difficili da dimenticare. Di lacrime di gioia davanti alla maestosità dei ghiacciai e di fronte al sogno realizzato di vedere i puffins. Due settimane di pranzi e cene consumati in macchina, per limitare il tempo perso tra una tappa e l’altra. Di pisolini in attesa che smetta leggermente di diluviare per recuperare le poche ore di sonno della notte. Due settimane di “wooow” ad ogni curva. Di schede SD e telefoni pieni zeppi di meraviglie…e potrei andare avanti per ore…
L’Islanda ha solo un difetto: sa farti innamorare di lei non appena ci metti piede. E il tuo portafoglio già piange sapendo che ci dovrai tornare!

Per l’organizzazione del tuo viaggio in Islanda leggi qui!
Se hai altre domande invece, scrivici nei commenti



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