CICLOTURISMO | VERONA – MONACO DI BAVIERA; DALLA BRA’ A MARIENPLATZ LUNGO LA VIA CLAUDIA AUGUSTA

Nel segno del gemellaggio tra le città di Verona in Italia, e Monaco di Baviera in Germania, siamo partiti per un viaggio in bicicletta di cinque giorni e poco più di 500km, da Piazza Brà a Marienplatz, lungo una parte della Via Claudia Augusta!

Qualche informazione sulla ciclabile che andremo a percorrere:
La pista ciclabile Via Claudia Augusta si snoda lungo l’antica via romana che dalla Germania porta, dopo l’attraversamento delle Alpi, al mare Adriatico. La strada fu realizzata in 60 anni e i lavori terminarono nel 47 d.C. durante l’impero di Claudio Augusto. Inizialmente la strada venne utilizzata per fini militari per favorire l’approvvigionamento, mentre nei secoli successivi divenne un’importante rete di comunicazione commerciale.
L’itinerario completo parte da Donauwörth in Germania, attraversa il Tirolo austriaco, supera le Alpi attraverso il Passo Resia e prosegue per Merano, Bolzano e Trento, collegando così tre nazioni. Da qui la via si dirama: un percorso porta a Ostiglia (FE), porto fluviale sul Po, l’altro a Venezia!
L’itinerario rientra inoltre nel più ampio progetto di EuroVelo 7, una ciclabile lunga 7400 km che collega Capo Nord a Malta, attraversando l’Europa.

GIORNO 1: VERONA – LAVIS (TRENTO)

Il nostro obiettivo è pedalare da una piazza all’altra delle due città. Quindi non possiamo non partire da Piazza Brà, cuore pulsante di Verona, immensa e maestosa con al centro l’Arena
L’Arena di Verona fu costruita con la pietra della Valpolicella, con sfumature di rosso e di rosa, e ristrutturata nel XVI secolo. Può accogliere oggi circa 20.000 spettatori grazie alla sua forma ellittica: si tratta del terzo anfiteatro romano per grandezza, dopo il Colosseo e l’Anfiteatro di Capua.

Sul versante meridionale della piazza si trova la Gran Guardia, palazzo risalente al Seicento, che oggi ospita mostre e convegni. Sul lato orientale invece svetta in tutta la sua bellezza Palazzo Barbieri, costruito nell’Ottocento e oggi sede del Comune di Verona.

Ma iniziamo a pedalare sul serio!

Per uscire da Verona e spostarci verso le sponde del fiume Adige, percorriamo il Canale Biffis che ci conduce a Bussolengo, dove ha inizio la ciclabile Bussolengo -Rivoli Veronese.

Arrivati a Rivoli Veronese prendiamo una piccola deviazione in salita per il Forte di Rivoli che purtroppo abbiamo trovato chiuso. Il panorama da quassù vale comunque la deviazione fatta!

Chiamato anche Forte Wohlgemuth, è una fortezza situata sul monte Castello a 227 m di quota. Edificato a difesa del confine austriaco, prese il nome di un generale dell’impero distintosi nella prima guerra di indipendenza. Con l’annessione del Veneto al Regno d’Italia è passato sotto il controllo del Regio Esercito, cambiando il nome in Forte Rivoli.

Lasciata Rivoli Veronese pedaliamo tra meleti e vigneti fino a Borghetto, il primo comune del Trentino! In questo primo tratto ciclabile che conduce al confine tra Veneto e Trentino, la Via Claudia coincide con la Ciclovia del Sole.

Da Borghetto la ciclabile prende ora il nome di Ciclovia dell’Adige e ci accompagna tra i bellissimi vigneti della Vallagarina fino a Rovereto, dove non ci fermiamo dato che abbiamo già avuto modo di visitarla altre volte.  Se però avete tempo, vi suggeriamo una sosta per vedere il suo imperdibile museo d’arte Moderna e Contemporanea (il Mart), il Museo Storico della Guerra e la Campana con il Sacrario dei Caduti da cui si gode uno splendido panorama sulla Vallagarina.

Superata Rovereto, si pedala tra vigneti e castelli arroccati fino a Trento dove raggiungiamo quota 100 chilometri macinati!
Non entriamo in città e rimaniamo sulla ciclabile per percorrere gli ultimi 20 chilometri di giornata fino a Nave San Felice, frazione di Lavis dove trascorreremo la notte in questo grazioso appartamento.

GIORNO 2: TRENTO – LACES

Dopo un’abbondante colazione, oggi siamo pronti e carichi per proseguire lungo la Ciclabile dell’Adige in direzione Bolzano, per poi imboccare la Ciclabile della Val Venosta a Merano, fino al comune di Laces.

Ripartiti da Nave san Felice, maciniamo velocemente chilometri nel tratto di ciclabile che collega Trento a Bolzano, immersi nei vigneti del Gewurztraminer (nella zona del lago di Caldaro), e quelli del Teroldego (nella piana Rotaliana). 

Dato che anche Bolzano è una città che abbiamo già visitato, ci fermiamo poco fuori dal suo centro per Castel Firmiano, uno dei castelli più antichi dell’Alto Adige.
Dal 2006 ospita il MMM – Messner Mountain Museum che rappresenta il rapporto uomo-montagna e racconta la leggenda dell’alpinismo Reinhold Messner.

I vigneti lasciano il posto ai meleti, e la Via Claudia Augusta coincide ora con la ciclabile della Val Venosta che ci porta in circa 30 chilometri a Merano, cittadina termale situata lungo le rive del Passirio, a 350 metri di quota.
Il caldo oggi è davvero asfissiante e ci concediamo giusto una breve pausa per passeggiare nel centro storico della città.

Da Merano percorriamo gli ultimi 20 chilometri della giornata verso il piccolo comune di Laces, dove trascorriamo la notte nell’accogliente appartamento della Signora Elisabeth. Per arrivare qui, pedaliamo tra i bellissimi meleti illuminati dalla calda luce del tramonto.

GIORNO 3: LACES – PRUTZ

Questa mattina ci alziamo all’alba. Il meteo per la giornata di oggi non preannuncia nulla di buono e sono infatti previsti temporali e forti piogge per tutto il tragitto che dobbiamo percorrere
Dato che la perturbazione dovrebbe arrivare intorno alle 11, partiamo prestissimo per cercare di prendere meno acqua possibile.
Lasciata Laces riprendiamo quindi la Ciclabile della Val Venosta e rimanendo sempre immersi nei meleti, attraversiamo Lasa, il paese del marmo, e Prato, alle porte del parco nazionale dello Stelvio, fino a raggiungere Glorenza dopo circa 30 chilometri.

Glorenza, è la cittadina fortificata più piccola del Tirolo. Si entra in città da una delle tre porte (Porta Sluderno a est, Porta Malles a nord, Porta Tubre a ovest) e ci si perde tra le belle facciate decorate delle case, gli affreschi e le meridiane, i giardini interni e i gerani alle finestre.

Sono solo le 9 del mattino, ma anticipatamente iniziano a scappare le prime gocce di pioggia. Riprendiamo quindi a pedalare in direzione Malles, dove ha inizio la panoramica (non oggi) salita al Passo Resia. I vigneti ci accompagnano fino a San Valentino alla Muta e al suo omonimo lago. Altri 10 chilometri e raggiungiamo il lago di Resia con il suo caratteristico campanile sommerso.

Da qui in poi le foto iniziano a scarseggiare dato che prenderemo solo acqua a secchiate!

Curiosità sul lago di Resia: qui un tempo si trovavano tre laghi naturali: il lago di Resia, quello di Curon e il lago di San Valentino alla Muta. Nel 1950 a causa della costruzione di una diga, vennero uniti e a causa del notevole innalzamento delle acque, il borgo di Curon Venosta venne sommerso. Ben 150 famiglie contadine persero casa e terreni. Di tutto l’antico borgo si salvò solo il campanile, che non poté essere abbattuto in quanto protetto dalle Belle Arti. Oggi lo vediamo in mezzo al lago, a testimonianza di un doloroso passato.

Passato il Lago di Resia giungiamo al Passo, che segna il confine tra Italia e Austria. Il Tirolo austriaco ci accoglie con una pioggia battente ma ci godiamo ugualmente la discesa, sempre su pista ciclabile, fino a Naudersberg e al suo castello risalente al 1325.

Purtroppo non riusciamo a goderci il bellissimo panorama sulle Alpi, ma, anche se vi suonerà alquanto strano, ho adorato pedalare in questo clima autunnale. Nuvole basse, freschino e il silenzio rotto solo dal rumore della pioggia!

La Via Claudia Augusta prosegue costeggiando il fiume Inn e poco dopo le 13 raggiungiamo già la nostra meta di oggi: Prutz!
Siamo bagnati fradici ma essendo arrivati presto rispetto ai nostri standard, abbiamo tutto il tempo per darci una sistemata.
A questo proposito, faccio volentieri una menzione all’Hotel Post di Prutz. Siamo arrivati bagnati e pieni di fango dalla testa ai piedi. Nonostante questo ci hanno dato la camera prima del tempo e soprattutto ci hanno ritirato tutti i vestiti bagnati per portarli ad asciugare. Il mattino dopo li abbiamo infatti ritirati tutti perfettamente asciutti!
L’hotel ha anche una piscina esterna e una bellissima zona spa con sauna e area relax che abbiamo sfruttato per rilassarci un pochino.
Infine, ottimo il ristorante dove ci siamo goduti una gustosa cena a base di grigliata e cotoletta viennese!

GIORNO 4: PRUTZ – GARMISCH

Oggi ci aspetta un’altra giornata impegnativa con un nuovo passo da attraversare, per poi sconfinare finalmente in Germania a Garmisch–Partenkirchen.
Lasciamo Prutz sotto un cielo nuvoloso e pedaliamo spediti verso Landeck, la città più a ovest del Tirolo Settentrionale.
La cittadina è sorvegliata dall’omonimo castello, del quale si vede l’immagine anche sullo stemma del comune. In tempi passati, il complesso fungeva come palazzo di giustizia dei Conti del Tirolo. Oggi invece, è un noto luogo d’incontro per manifestazioni culturali, e ospita il Museo Regionale Landeck.

Superata Imst continuiamo a seguire la Via Claudia Augusta che attraversa i bellissimi paesaggi e i boschi del Tirolo fino a Nasserereith dove inizia la salita al Passo Fern.

Il passo si trova a 1210 mt e anche qui, il percorso è interamente lontano dalla strada. Si pedala in mezzo al bosco, su strada sterrata e sempre seguendo l’antica Via Claudia Augusta. Alcuni tratti sono abbastanza pendenti e sconnessi, ma si attraversa un bellissimo paesaggio, tra castelli, passerelle incastonate nella roccia e laghetti alpini.

Scesi dal passo, riprendiamo a pedalare lungo il fiume Loisach nella Loisachtal, in direzione Garmisch. Lasciamo la Via Claudia Augusta ma non abbandoniamo le ciclabili che tra borghetti, boschi e alpaca e ci conducono in Germania!

Arrivati a Garmisch, corriamo nell’appartamento che ci ospiterà per la notte e rimandiamo a domani mattina il giretto in centro città.

GIORNO 5: GARMISCH – MONACO

Prima di riprendere gli ultimi 130 chilometri che ci separano da Monaco, facciamo un giro in centro città.
Garmisch, situata ai piedi delle Alpi bavaresi, è soprattutto conosciuta non per gli sport invernali, altresì per aver ospitato i giochi olimpici invernali del 1936 e i Campionati Internazionali di sci alpino nel 1978 e nel 2001. Proprio in occasione delle olimpiadi invernali i due comuni di Garmisch e di Partenkirchen, prima divisi, si unirono.

Passeggiamo nel centro storico tra chiese in stile gotico con antiche vetrate e tipiche case alpine decorate con affreschi e ornate da balconi stracolmi di fiori colorati. Tra queste vie è da segnalare la Ludwigstraße che attraversa Partenkirchen, e dove si trova l’antica locanda della Posta (oggi Atlas Grand Hotel), dove il re Ludwig II era solito fermarsi e far riposare i cavalli prima di intraprendere la lunga salita al suo chalet.

Lasciamo Garmisch e seguendo il corso del fiume Loisach arriviamo alla riserva naturale di Murnauer Moos, la più grande brughiera dell‘Europa centrale. Da qui proseguiamo attraverso caratteristici villaggi bavaresi e i laghi Oster e Rieg, per arrivare a Seeshaupt.

Ora non ci resta che costeggiare tutto il Lago Starnberg, per poi attraversare l’enorme parco Forstenrieder ed entrare finalmente a Monaco!

Dopo 5 giorni di pedalata eccoci a Monaco, capitale della Baviera.
Missione da una piazza all’altra: compiuta!
Abbiamo macinato 530 km con 4000 metri di dislivello positivo. In tutti questi chilometri non abbiamo mai lasciato le piste ciclabili e abbiamo sempre notato un rispetto verso il ciclista mai visto dalle nostre parti in Italia. Ci vuole poco per promuovere la mobilità dolce e in questo Trentino Alto Adige, Austria e Germania sono molto bravi!

COSA VEDERE A MONACO

Avendo a disposizione due giorni prima del treno di ritorno a Verona, ne approfittiamo per girare la città.
Lambita dal fiume Isar, Monaco è la terza città della Germania per numero di abitanti ed è conosciuta principalmente per l’Oktoberfest, festa autunnale dedicata alla birra. Le cose da vedere in città sono tante e questo è un piccolo elenco delle imperdibili!

La piazza principale di Monaco di Baviera è Marienplatz che accoglie alcuni degli edifici più antichi: l’Altes Rathaus (il vecchio municipio), capolavoro di architettura medievale e il Neues Rathaus (il nuovo municipio) famoso per la torre dell’orologio e il celebre carillon Glockenspiel.

Dalla piazza, centro nevralgico di Monaco di Baviera, si parte per esplorare tutto il centro storico, costellato di birrerie tradizionali, ristoranti e botteghe artigianali.

La chiesa di San Pietro si trova nei pressi di Marienplatz, di fronte al nuovo municipio. Con 306 gradini si può salire in cima alla torre e ammirare il centro storico dall’alto!
La cattedrale Frauenkirche risale invece al lontano 1525. I suoi campanili, caratterizzati da cupole in ottone, sono tra i simboli caratteristici di Monaco.

Perfetto per una pausa pranzo veloce, il Viktualienmarkt, uno dei mercati alimentari più famosi di tutta la Germania. Situato nel cuore del centro storico, offre ottimo cibo e ottima birra.

Una tappa imperdibile e a cui consigliamo di dedicare almeno un’intera giornata, è il Deutsches Museum, il museo della scienza e tecnologia più grande al mondo, fondato nel 1903 dall’ingegnere tedesco von Miller. Il polo museale misura circa 50mila metri quadri ed è diviso in ben 50 settori. Si raggiunge facilmente con l’autobus 132 o col tram 37 ed è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00.
Si passa dal settore navale a quello delle macchine; dalle gallerie alle miniere. Stanze dedicate agli aerei e ai loro motori, ai metalli e alla loro lavorazione. Insomma, c’è da perdersi qui dentro!
All’interno sono presenti anche guardaroba per tenere al sicuro zaini ingombranti e un’area pic-nic per il pranzo al sacco! In alternativa ci sono bar e ristoranti.

Il Giardino inglese di Monaco di Baviera, noto come Englischer Garten, è uno dei parchi cittadini più ampi del mondo, che compete per ampiezza con Hyde Park e il Central Park: è ampio infatti 3,7 km²!
Al suo interno si trovano Monopteros, un tempietto in stile neoclassico a pianta circolare progettato da Leo von Klenze su una collinetta, da cui si ha una bella visuale del parco e la torre cinese ai cui piedi si trova uno dei Biergarten più grandi della città. Fiore all’occhiello, la possibilità di fare surf sulle onde artificiali dellEisbach, torrente ricavato dall’Isar.

Fatta costruire da re Ludwig I (1786-1868) nella prima metà dell’Ottocento, la piazza rientra nel grande progetto urbanistico che il sovrano attuò per trasformare la capitale della Baviera in una “Atene dell’Isar“.
Vi si affacciano tre edifici: i Propyläen, la Glyptothek e la Staatliche Antikensammlung.

Porta il nome della famiglia reale Bavarese, ed è una fontana monumentale sita a nord/ovest del centro storico di Monaco di Baviera, dove la piazza Lenbachplatz si congiunge alla piazza Maximiliansplatz. Fu inaugurata nel 1895, è opera dello scultore Adolf von Hildebrand ed è costruita in stile neoclassico. I suoi motivi sono allegorie delle forze primordiali dell’acqua.

La Residenz è una delle residenze reali più grandi di tutta Europa. Fu dimora dei Wittelsbach dal 1385 al 1918, mentre oggi è sede del museo Residenz. Bellissimi i giardini Hofgarten su cui si affaccia.

E’ una delle più belle chiese barocche della Baviera. Venne inaugurata nel 1675, ma i lavori per ampliare e abbellirla andarono avanti per quasi 100 anni, fino al 1768. Durante la seconda guerra mondiale la chiesa fu bombardata a più riprese subendo notevoli danni. Dopo il restauro venne riaperta nel 1955.

Se avete del tempo a disposizione vi consigliamo di prendere la S-Bahn 2 dalla stazione centrale per raggiungere in circa 40 minuti il campo di concentramento di Dachau.
Il campo di concentramento di Dachau è, insieme a quello di Auschwitz-Birkenau, uno dei più rappresentativi della strage nazista. Costruito nel 1933, fu il primo campo di concentramento ufficiale. Inizialmente fu usato per prigionieri politici, ma ben presto diventò un luogo di lavori forzati e sofferenza per migliaia di persone. Tra il 1933 e il 1945, oltre 200.000 prigionieri arrivarono qui.
A Dachau morirono almeno 41.500 persone: il numero certo non lo si conosce ancora e probabilmente rimarrà sconosciuto per sempre.

Monaco di Baviera è disseminata di ottime birrerie. Le più famose sono l’Augustiner Keller, la Lowenbrau Keller e la Hofbrauhaus, la più tradizionale di tutte.
Quest’ultima, con una storia lunga 400 anni, è una delle birrerie più celebri al mondo. Fu fondata dal duca Wilhelm V nel 1589 con l’ordine di produrre birra per saziare il suo palato. Solo alla fine dell’Ottocento fu consentito al pubblico di gustare questa bevanda!
Al suo interno si respira la tipica atmosfera dell’Oktoberfest, con pareti affrescate e camerieri in costume bavarese che portano un numero impossibile di giganteschi boccali in entrambe le mani!

A Monaco abbiamo soggiornato preso il Centerroom München City Posizione ottima in quanto vicina alla metro che in pochi minuti porta in centro. Gli appartamenti sono però un po’ troppo piccoli, rumorosi e la pulizia non è il massimo.

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