LIGURIA: 5 BORGHI INCANTEVOLI CHE TI FARANNO INNAMORARE DELL’ENTROTERRA DI PONENTE

Pensando alla Liguria le prime immagini che ci vengono in mente sono quelle delle Cinque Terre, i faraglioni a picco sul mare, i vicoletti dei paesini costieri e i carruggi di Genova.
Ma non saremmo credibili se noi, amanti della montagna e delle camminate, vi raccontassimo di un semplice fine settimana in riva al mare!
Duque oggi vi portiamo un po’ più all’interno, tra le valli verdi e silenziose del Ponente ligure, dove ci sono borghi che sembrano usciti da un libro delle favole e dove il tempo pare essersi fermato.

Tra i tanti, ne abbiamo selezionati cinque: Triora, Apricale, Perinaldo, Seborga e Dolceacqua, tutti facilmente raggiungibili da Arma di Taggia, Riva Ligure (dove abbiamo alloggiato), o da Sanremo.

Pronti a partire insieme a noi?


1. Triora – Il borgo delle streghe 👻

Partiamo da Triora, situato nella verdissima Valle Argentina, a circa 800 metri di altitudine, e inserito nel circuito dei borghi più belli d’Italia!
Qui, tra stradine lastricate, archi in pietra e gatti che ti osservano dai davanzali, si nasconde un passato fatto di leggende, superstizioni… e streghe.

Sì, avete letto bene: streghe!

Triora è conosciuto come il borgo delle streghe. Questo perché nel 1587 in paese, si tennero veri processi per stregoneria, tra i più famosi d’Italia. Diverse donne del posto vennero accusate di evocare il diavolo, lanciare maledizioni sui raccolti e fare pozioni. Alcune vennero torturate, altre imprigionate. È una storia oscura, che oggi viene raccontata nel Museo Etnografico e della Stregoneria, nel cuore del borgo.

Luogo simbolo di Triora, legato al mondo delle streghe, è la Cabotina, una piccola casa in pietra, addossata alla montagna, con un ingresso angusto e dall’atmosfera decisamente suggestiva. Secondo la tradizione popolare, proprio qui si riunivano le streghe per preparare i loro intrugli, fare riti ed evocare spiriti.

Le porte dipinte di Triora: un arte che racconta il borgo

Altra caratteristica di Triora sono le porte dipinte, che non farete fatica a notare passeggiando tra i vicoli. Fanno parte di un progetto artistico nato negli anni ‘90, quando il borgo cominciò a valorizzare la sua identità legata alla storia delle streghe. Diversi artisti locali e internazionali hanno partecipato, trasformando le vecchie porte di cantine e magazzini abbandonati in vere opere d’arte.

Molti dei dipinti si ispirano proprio al tema della stregoneria, ma anche alla natura, ai miti, e alle credenze popolari liguri.

Il castello di Triora e la statua del gatto

In cima al borgo, dove le case si diradano e il vento soffia più forte, ci imbattiamo nelle rovine del castello, di cui non restano altro che una manciata di muri in pietra e archi crollati.
Costruito tra il XII e il XIII secolo, il castello serviva a controllare la valle e proteggere il borgo. Oggi è un punto panoramico incredibile: da quassù, la Valle Argentina si apre come un ventaglio, con il verde delle colline che si confonde con l’azzurro del cielo e le montagne sullo sfondo.
Ai piedi del castello troviamo infine una scultura in bronzo che raffigura un gatto
Nel folklore legato alla stregoneria, il gatto, specialmente nero, è considerato da secoli il compagno delle streghe, una creatura intelligente, silenziosa, misteriosa. A Triora, dove la memoria dei processi del Cinquecento è ancora viva, il gatto è diventato un simbolo di resistenza, di magia e di libertà!

🚗 Come arrivare: Da Sanremo o Arma di Taggia, prendere la strada che risale la Valle Argentina verso Molini di Triora. La strada è panoramica, con qualche curva stretta, ma ben asfaltata.

🅿️ Dove parcheggiare: C’è un parcheggio gratuito all’ingresso del borgo, vicino al campo sportivo. Da lì si sale a piedi per cinque minuti.

🎃 Quando andare: Triora ha fascino tutto l’anno ma quando siamo andati noi (marzo 2025) abbiamo trovato tutto chiuso per bassa stagione. Vi consigliamo quindi periodi più turistici in modo da trovare museo e botteghe aperti. Immaginiamo poi che l’autunno sia il momento perfetto: la valle si colora di rosso e oro, c’è profumo di legna e castagne, e l’atmosfera è pura magia. Ad Halloween qui si tiene inoltre un evento: tutto il paese si trasforma in un festival di streghe, musica e maschere!


2. Apricale – Il paese dipinto 🎨

Per il secondo borgo ci spostiamo in Val Nervia, sempre nell’entroterra sanremese, a pochi chilometri dal confine con la Francia. Appollaiato su uno sperone di roccia, Apricale si presenta come un presepe incastonato nella montagna, con le case che sembrano scivolare l’una sull’altra e una piazza centrale dove il tempo sembra essersi fermato.

Il nome “Apricale” viene dal latino “apricus”, che significa “soleggiato“, e non è difficile intuirne il motivo. Grazie alla sua posizione incastonata tra i rilievi, ma ben esposta e circondata dagli ulivi, l’illuminazione del borgo è difatti sempre garantita.
Qui scarpe da ginnastica sono super consigliate: il borgo è un intreccio di vicoli in salita, archi medievali, passaggi coperti, scalette ripide e improvvisi scorci sulla vallata.

Non c’è un vero “itinerario” da seguire: Apricale si esplora perdendosi tra i carruggi, lasciandosi guidare dalla curiosità. Però un salto a Piazza Vittorio Emanuele è d’obbligo. È il cuore del borgo, una piccola piazza acciottolata con bar, ristoranti e il palcoscenico all’aperto che d’estate ospita eventi e spettacoli teatrali.

Infine, un dettaglio che rende Apricale unico sono i murales; sparsi per tutto il paese, su muri, porte, scalinate. Opere poetiche, a volte surreali, firmate da artisti italiani e internazionali, nati da una lunga tradizione di incontri tra arte e territorio.

🚗 Come arrivare: Apricale si raggiunge facilmente in auto salendo lungo la strada della Val Nervia. Da Ventimiglia si segue la SP64 verso Dolceacqua pe poi prendere la deviazione per Apricale. La strada è un po’ stretta, ma davvero suggestiva.

🅿️ Parcheggio: non si può entrare in macchina nel centro storico. Ci sono diversi parcheggi lungo la strada principale prima dell’ingresso al borgo. Nei fine settimana conviene arrivare presto per trovare posto, soprattutto in alta stagione.


3. Perinaldo – Il borgo delle stelle

Sopra Apricale, sempre nella Valle Nervia, si trova Perinaldo, conosciuto come il borgo delle stelle. Un borgo che si erge tra ulivi e ginestre e che regali scorci panoramici fino al Mar Ligure.

Il borgo dell’astronomia

La cosa più affascinante di Perinaldo è sicuramente il suo legame con le stelle. Questo piccolo paese ha dato i natali a Giovanni Domenico Cassini, grande astronomo del Seicento, che scoprì diverse lune di Saturno.
Per omaggiarlo al meglio, qui a Perinaldo potrete trovare un osservatorio astronomico, un piccolo planetario, e diverse installazioni sparse per il borgo che ci portano a passeggiare tra le stelle!

Oltre alle stelle, a Perinaldo non perdetevi il centro storico tutto in pietra, raccolto e silenzioso fatto di vicoli stretti e scorci sulla valle e la chiesa di San Nicolò, con l’organo più antico della Liguria (del 1500)

🚗 Come arrivare: Da Apricale in auto ci vogliono 15 minuti. La strada è stretta ma panoramica, tra oliveti e boschi.

🅿️ Dove parcheggiare: All’ingresso del paese c’è un parcheggio gratuito. In alternativa si può parcheggiare lungo la strada (occhio solo alla segnaletica).

🌠 Consiglio stellare: In estate, controllate se ci sono serate di osservazione all’osservatorio. Dicono che il borgo sia il luogo migliore per vedere le stelle qui in Liguria!


4. Seborga – Il principato che non ti aspetti 👑

A 500 metri d’altitudine sopra Bordighera, troviamo il penultimo borgo di questa mini-guida: il principato di Seborga, un borgo minuscolo ma con una storia davvero singolare!

E sì, avete letto bene: principato! Perché Seborga non è solo un borgo ligure da cartolina, ma è anche un luogo che ha proclamato la sua indipendenza e si definisce ancora oggi un principato, con tanto di principe, bandiera, passaporto e moneta propria.

Secondo alcuni studiosi locali, Seborga fu un principato ecclesiastico autonomo nel Medioevo, con diritto di battere moneta, amministrare giustizia e autogovernarsi. Nel 1963 Giorgio Carbone, un appassionato di storia locale, ipotizzò che l’atto di vendita di Seborga al re di Sardegna fosse viziato di legittimità, in quanto non avrebbe previsto il trasferimento della sovranità che, a parere di Carbone, sarebbe quindi passata agli abitanti del comune. Carbone fonda così il Principato di Seborga come una moderna micronazione e ne diventa “principe” con il nome di Giorgio I, coniando addirittura una moneta (senza alcun valore legale). Vengono persino stampati per la prima volta dei francobolli, istituito un corpo di guardie e adottati un inno nazione, una nuova bandiera e una targa automobilistica.
Alla sua morte, Carbone fu seguito da ben due successori, l’ultima delle quali la Principessa Nina Menegatto, attuale principessa di Seborga, sul trono dal 2019!

🚗 Come arrivare: Da Bordighera si sale in 15 minuti lungo una strada stretta ma asfaltata, tra colline di ulivi.

🅿️ Dove parcheggiare: Parcheggi gratuiti poco fuori dalle mura.


5. Dolceacqua: Un gioiello tra le colline🌿

Nascosto tra le verdi colline dell’entroterra ligure, si trova infine l’ultimo borgo della nostra gita…Dolceacqua. Con il suo castello arroccato, le stradine di pietra e il celebre ponte medievale ad arco unico, questo villaggio incanta i visitatori con un mix perfetto di storia, arte e paesaggi mozzafiato.
Il cuore del borgo è il quartiere chiamato Terra, una ragnatela di vicoli stretti e passaggi coperti che conducono verso il Castello dei Doria, antica fortezza che domina il paese e racconta secoli di storia. Dall’alto, la vista è spettacolare: i tetti in ardesia, i campi coltivati e il fiume Nervia che scorre tranquillo sotto il famoso ponte, dipinto anche da Claude Monet nel 1884.

Ma Dolceacqua non è solo bellezza architettonica. È anche un luogo da gustare: non si può lasciare il borgo senza aver assaggiato il Rossese di Dolceacqua, un vino rosso locale profumato e deciso, perfetto da accompagnare con piatti della cucina ligure, come la torta verde o le olive taggiasche.
Essendo in dolce attesa, lascio a voi l’onore di assaggiarlo anche per me!!

🚗 Come arrivare: Dolceacqua si raggiunge comodamente in auto seguendo le indicazioni da Bordighera o Arma di Taggia.

🅿️ Dove parcheggiare: Il centro storico è pedonale, ma ci sono diversi parcheggi ben segnalati e gratuiti appena fuori.

E voi? Quale di questi borghi visitereste per primo?

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