VENETO | 3 GIORNI SULLE TRACCE DELLA GRANDE GUERRA NEL VICENTINO

Tra le montagne del Veneto si snoda un percorso carico di memoria, natura e bellezza. È qui, tra il Pasubio, il Monte Grappa e l’Altopiano di Asiago, che la Prima Guerra Mondiale ha lasciato solchi profondi, oggi trasformati in sentieri storici e sacrari silenziosi. In questo viaggio di tre giorni, abbiamo ripercorso le tracce di quel passato, alternando trekking panoramici a visite culturali.
Pronti a partire insieme a noi?

📌 Le nostre tappe:

  1. Ossario del Pasubio – Un luogo di memoria tra le Piccole Dolomiti
  2. Monte Cengio – Il trekking della “Granatiera”
  3. Sacrario militare del Monte Grappa – Il silenzio in vetta
  4. Asiago, Bassano del Grappa e Marostica – Storia, gusto e tradizione
  5. Strada del Menador – La via più spettacolare del ritorno

Immerso tra le montagne sopra Valli del Pasubio, questo imponente ossario custodisce i resti di oltre 5.000 soldati italiani e austro-ungarici caduti durante la Prima Guerra Mondiale. Costruito sul Colle Bellavista, a 1217 mt di altitudine, il monumento è visibile già da lontano, ma è una volta arrivati che si percepisce tutta la sua solennità. Fu costruito tra il 1920 e il 1926 per iniziativa della Fondazione “3 novembre 1918 pro combattenti della prima armata” e inaugurato il 29 agosto 1926 in presenza del re Vittorio Emanuele III. Il sacello è costituito da una torre piramidale altra 35 metri costruita con la medesima pietra della montagna che i soldati avevano calpestato.

Il panorama che lo circonda è ampio e suggestivo e sulle cime, in lontananza, si può scorgere il Rifugio Achille Papa, altra tappa storica imperdibile in zona. Si può raggiungere tramite la famosa strada delle 52 gallerie che causa gravidanza abbiamo saltato, ma che vi consigliamo caldamente di aggiungere al vostro itinerario!

🗺️ Come arrivare: si raggiunge in auto percorrendo la SP46 fino al Pian delle Fugazze.
🅿️ Parcheggio: disponibile a pochi passi dal monumento.
⏱️ Orari di apertura: dal 16 maggio al 30 settembre: da martedì a domenica ore 9-12.30 e 14-18. Dal 1° ottobre al 15 maggio: solo sabato, domenica e festività nazionali: ore 9-12 e 14-17. Giorni feriali chiuso escluso gruppi con guida previa prenotazione.


Lasciato il Pasubio, ci dirigiamo verso il Monte Cengio, nell’altopiano di Asiago, anch’esso teatro di aspri combattimenti durante la Prima guerra mondiale.
Qui vi suggeriamo di percorrere un facile trekking: il giro ad anello del Monte Cengio che in circa 6 km e 200 mt di dislivello, vi permetterà di percorrere le fortificazioni e le gallerie costruite tra il 1916 e il 1918 dai Granatieri di Sardegna, protagonisti eroici della difesa dell’Altopiano.

I punti più suggestivi sono sicuramente la Mulattiera di Arroccamento, una strada scavata nella roccia a strapiombo sulla vallata costituita da trincee e gallerie ancora percorribili, che consentiva di raggiungere la parte più alta della montagna al sicuro dall’artiglieria austriaca; e il Salto del Granatiere, una terrazza naturale a strapiombo sulla pianura veneta, dove si racconta che i soldati italiani, a corto di munizioni, si avvinghiarono ai corpi dei nemici trascinandoli con sé nel precipizio del Cengio.

Infine, si raggiunge la cima del Monte Cengio, dal 1967 dichiarata Zona Sacra, a ricordo dei circa 10.000 soldati che persero la vita su questo fronte.

🥾 Difficoltà: L’anello completo è lungo circa 6 km con 200 mt di dislivello. A tratti il sentiero è esposto, ma sempre in sicurezza grazie alla presenza di cavi metallici.
📍 Accesso e parcheggio: si parte dal parcheggio nei pressi del Piazzale Principe di Piemonte, sopra Cogollo del Cengio, dove si trova un ampio parcheggio gratuito con tavoli da picnic.
⚠️ Consiglio: portare una torcia per le gallerie e scarpe da trekking.


Non possiamo non nominare il Monte Grappa, non solo una delle cime più iconiche del Veneto, ma uno dei luoghi simbolo della Grande Guerra; un luogo sacro intriso di storia e memorie indelebili.
Sulla sua cima, a 1.776 metri di quota, si trova il Sacrario militare del Monte Grappa, uno dei principali ossari italiani della Prima guerra mondiale, costruito tra il 1932 e il 1935, per accogliere le spoglie di oltre 22.000 soldati italiani e austro-ungarici caduti durante le sanguinose battaglie combattute su queste montagne tra il 1917 e il 1918.

Si sviluppa in una monumentale spirale di pietra bianca che sale verso la croce di vetta, e al suo interno sono custoditi i nomi dei caduti noti e le tombe collettive dei militi ignoti.
Il sacrario è costituito da due zone: un lato italiano dove riposano circa 12.600 soldati italiani e il versante austriaco dove sono sepolti circa 10.300 caduti austro-ungarici. Le parti sono collegate dalla Via Eroica lungo la quale, su 14 cippi, sono impressi i nomi delle cime protagoniste delle più aspre battaglie del Grappa.

Vi consigliamo di salire quassù per ricordare e capire…per camminare nel silenzio delle montagne dove si è scritta la storia d’Italia e per rendere omaggio a migliaia di giovani che non sono mai tornati a casa.
Il panorama non è da meno: si apre sull’arco alpino e, nelle giornate limpide, si arriva a vedere persino la laguna veneta.

🗺️ Come arrivare: da Bassano del Grappa o Feltre, salendo per la SP148 fino alla vetta.
🅿️ Parcheggio: ampio e gratuito vicino al rifugio Bassano del Grappa


Dopo le tappe in quota, ci siamo concessi una visita più rilassata a tre splendide città del Vicentino, ognuna con il suo carattere.

ASIAGO

È il cuore dell’Altopiano dei Sette Comuni, famoso per l’omonimo formaggio, con un bellissimo centro storico con eleganti palazzi in stile alpino, il Duomo, il municipio, la fontana del Fauno e botteghe artigiane.

Merita una tappa anche il Sacrario Militare di Asiago, sulla collinetta del Leiten, dove riposano i resti di oltre 54.000 soldati caduti durante la Grande Guerra.

Tra gravidanza e intolleranza al lattosio del marito, non abbiamo potuto degustare il formaggio, ma mi sono concessa una mini-porzione della celebre Torta Ortigara, creata nel 1909 dalle sorelle Susanna e Caterina Carli nella loro pasticceria sorelle Carli ad Asiago. Nel 1920, in occasione della prima adunata degli alpini, il dolce fu ribattezzato torta Ortigara, in memoria della dura battaglia combattuta sul Monte Ortigara durante la Prima guerra mondiale. Gli ingredienti sono farina di frumento, burro (tantissimo burro), uova, zucchero e mandorle.

BASSANO DEL GRAPPA

Questo piccolo borgo ci ha conquistati con il suo Ponte degli Alpini o Ponte Vecchio, progettato da Andrea Palladio, le strette viuzze del centro storico e il rito dell’aperitivo con un Mezzo e Mezzo di Nardini, da sorseggiare con vista sul Brenta.

Vermuth rosso di casa Nardini (la distilleria più antica d’Italia), liquore al rabarbaro, una spruzzata di Seltz, una scorza di limone e il gioco è fatto!
In un’osteria del centro abbiamo provato anche i cicchetti locali: piccoli assaggi che raccontano la cucina veneta in ogni boccone!

MAROSTICA

Ultima ma non per importanza, Marostica, un borgo fortificato da fiaba. Famosa per la partita a scacchi vivente, vanta un centro medievale ben conservato e due castelli (Superiore e Inferiore), collegati da mura panoramiche.

🛣️ Come arrivare: le tre città si raggiungono facilmente in auto e si trovano nel raggio di circa 40 minuti l’una dall’altra.
🅿️ Parcheggio: comodo in tutti i centri storici (a pagamento nelle zone centrali).
🍷 Da provare: Asiago DOP, cicchetti, Mezzo e Mezzo, grappa artigianale.


Per concludere il nostro viaggio e rientrare sul Garda, abbiamo scelto una delle strade panoramiche più affascinanti del Trentino-Veneto: la Strada del Menador (anche detta Kaiserjägerstraße), che collega l’Altopiano di Lavarone alla Valsugana.

Si tratta di una strada stretta, scavata nella roccia, con numerosi tornanti a picco sulla valle, usata già in epoca austro-ungarica per il trasporto dei rifornimenti alle truppe sugli altipiani di Folgaria, Luserna e Lavarone.
Tra un tornante e l’altro il panorama si apre a ventaglio su tutta la Valsugana e sui laghi di Levico e Caldonazzo

⚠️ Attenzione: vietata a mezzi pesanti e camper, da percorrere lentamente.
📍 Accesso: da Passo Vezzena, Monterovere in direzione Caldonazzo.
🎯 Consiglio: perfetta come tappa conclusiva per chi torna verso Trento o la Valsugana.


Per il nostro soggiorno nel Vicentino, abbiamo scelto un appartamento a Rotzo, nel cuore dell’altopiano dei Sette Comuni, a pochi minuti d’auto dalla città di Asiago: “Begale, Rifugio Urbano”.
Tutto in legno e dotato di tutto l’occorrente per il vostro soggiorno!

Questo itinerario nel Vicentino ci ha permesso di unire la memoria della Grande Guerra alla scoperta di un territorio autentico, ricco di bellezze, tra sentieri di montagna, borghi storici e sapori locali.

E voi, ci siete già stati?

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